di Aisha Harrison

Secondo un funzionario dell’amministrazione del presidente Donald Trump, citato dalla CNN, la Casa Bianca ritiene che le operazioni militari non comprometteranno i negoziati in corso per una possibile soluzione diplomatica della crisi
Nuova e pericolosa escalation nel confronto tra Stati Uniti e Iran. Il comando militare statunitense ha annunciato di aver completato una serie di attacchi contro obiettivi iraniani, presentati come una risposta all’abbattimento di un elicottero Apache dell’esercito americano. Secondo un funzionario dell’amministrazione del presidente Donald Trump, citato dalla CNN, la Casa Bianca ritiene che le operazioni militari non comprometteranno i negoziati in corso per una possibile soluzione diplomatica della crisi.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver lanciato attacchi contro obiettivi statunitensi presenti nella regione. In Bahrein, immagini video geolocalizzate dalla CNN mostrerebbero un lampo di luce nei pressi di una base militare americana poco dopo l’attivazione delle sirene d’allarme nel Paese. Anche Giordania e Kuwait hanno riferito di aver intercettato missili o droni diretti verso i loro territori. I media statali hanno riportato forti esplosioni in tre località strategiche situate nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio. L’emittente pubblica iraniana ha inoltre riferito che due grandi serbatoi d’acqua sono stati colpiti durante gli attacchi, causando l’interruzione dell’approvvigionamento idrico nella zona interessata.
Gli sviluppi confermano il crescente livello di tensione in Medio Oriente. Secondo diversi analisti, la leadership iraniana sembra ormai orientata ad abbandonare la tradizionale strategia di prudenza e deterrenza indiretta, scegliendo invece un approccio più assertivo e disposto ad assumere rischi maggiori. Gli attacchi condotti contro Israele nei giorni scorsi e la risposta alle operazioni americane sembrano indicare la volontà di Teheran di ridefinire le regole del confronto regionale.
La crisi mette inoltre alla prova i rapporti tra Washington e Israele. Negli ultimi tempi il presidente Trump ha più volte manifestato fiducia nella possibilità di raggiungere un accordo diplomatico con l’Iran, prendendo in alcune occasioni le distanze dalle posizioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In questo contesto, Teheran potrebbe puntare a sfruttare le divergenze strategiche tra i due alleati, costringendo gli Stati Uniti a scegliere tra il sostegno alle operazioni militari israeliane e la prosecuzione del dialogo diplomatico.
La situazione resta estremamente fluida e il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto continua a preoccupare la comunità internazionale.
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