di Redazione

Disordini in Irlanda del Nord e in diverse città britanniche dopo la brutale aggressione. Auto e case incendiate, scontri con la polizia e nuove tensioni politiche sulla gestione dell’immigrazione nel Paese.

Nuova ondata di tensioni nel Regno Unito dopo un grave episodio di violenza avvenuto a Belfast, in Irlanda del Nord, dove un rifugiato sudanese di 30 anni è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di uccidere un residente locale durante una brutale aggressione che ha suscitato forte indignazione nell’opinione pubblica.Secondo quanto riferito dai media britannici, l’uomo avrebbe assalito la vittima nella periferia nord della città, ferendola gravemente al volto e al collo. Le immagini diffuse sui social network mostrano momenti estremamente violenti e hanno contribuito ad alimentare la rabbia popolare. La vittima è stata ricoverata in ospedale in condizioni critiche, con profonde lesioni al viso e agli occhi. Decisivo sarebbe stato l’intervento di alcuni cittadini che hanno bloccato l’aggressore prima che potesse portare a termine l’attacco.
L’episodio ha rapidamente innescato proteste anti-immigrazione in diverse aree dell’Irlanda del Nord e dell’Inghilterra. A Belfast centinaia di manifestanti sono scesi in strada, molti con il volto coperto, dando vita a disordini che hanno provocato incendi di veicoli, danneggiamenti ad abitazioni e scontri con le forze dell’ordine. In alcuni quartieri la situazione è degenerata con il lancio di bottiglie molotov e pietre contro la polizia.Le autorità hanno disposto un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza mentre diverse arterie stradali della città sono rimaste chiuse al traffico. A Dundonald gruppi di manifestanti hanno sfondato cordoni di sicurezza della polizia, mentre nella zona di Cloughfern gli agenti sono stati bersagliati con ordigni incendiari improvvisati.
La vicenda ha immediatamente assunto una dimensione politica nazionale. Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha chiesto una revisione radicale delle politiche migratorie britanniche, sostenendo la necessità di bloccare il rilascio di visti ai cittadini provenienti dal Sudan. Anche Tommy Robinson, controversa figura dell’estrema destra britannica, ha invitato alla mobilitazione attraverso i social network, promuovendo manifestazioni in numerose città del Regno Unito. Le proteste si sono estese anche a Londra, dove gruppi di manifestanti si sono radunati nei pressi del Parlamento di Westminster, provocando temporanee interruzioni del traffico nel centro della capitale.
Secondo le ricostruzioni emerse finora, l’aggressore sarebbe arrivato in Irlanda nel 2023 dopo aver attraversato la Francia. Successivamente avrebbe raggiunto l’Irlanda del Nord, dove aveva presentato domanda di asilo ottenendo un permesso di soggiorno temporaneo della durata di cinque anni. Le nuove tensioni si inseriscono in un clima già segnato da forti divisioni sul tema dell’immigrazione. Negli ultimi mesi il dibattito pubblico britannico è stato alimentato da diversi episodi di cronaca che hanno coinvolto cittadini stranieri e che sono stati utilizzati da movimenti nazionalisti e anti-immigrazione per contestare la politica migratoria del governo.
Le autorità britanniche temono ora una nuova escalation di violenze e possibili episodi di rappresaglia contro le comunità migranti, mentre la polizia resta in stato di massima allerta per prevenire ulteriori disordini nelle principali città del Paese.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Belfast, rifugiato sudanese tenta di uccidere un uomo: esplodono proteste anti-migranti nel Regno Unito, il leader di Reform UK Nigel Farage chiede stretta sui visti proviene da Associated Medias.

