di Carlo Longo

Donatella Scarpa


Donatella Scarpa, CEO di A.C.E. Srl di Agrate, azienda attiva dal 1967 nella produzione di cablaggi e quadri elettrici industriali, guarda con favore al rafforzamento di Intesa Sanpaolo nel quadro delle operazioni che coinvolgono Mps, Mediobanca e Generali. “Per crescere ed esportare servono banche di sistema, solide, italiane e capaci di accompagnare la crescita”

di Calo Longo

Per Donatella Scarpa, CEO di A.C.E. Srl, società di Agrate operativa dal 1967 nella produzione di cablaggi e quadri elettrici industriali, la solidità del sistema bancario non è un tema distante dall’impresa. È, al contrario, una condizione concreta di competitività. L’azienda, cresciuta grazie ad alta specializzazione, ricerca e sviluppo di soluzioni avanzate, esporta oggi i propri prodotti in tutto il mondo, puntando su qualità, efficienza e capacità di risposta alle esigenze dei clienti.

Scarpa, come valuta il confronto in corso sulle operazioni che coinvolgono Mps, Mediobanca e Generali?
“Lo considero un passaggio importante per il sistema Paese. Le imprese italiane hanno bisogno di un quadro stabile, soprattutto in una fase internazionale complessa. Se da queste operazioni può nascere un rafforzamento di Intesa Sanpaolo come grande banca italiana ed europea, credo sia un elemento da guardare con favore”.

Perché una banca più forte può interessare anche un’azienda manifatturiera?
“Perché chi produce ed esporta sa bene che la finanza non è un dettaglio. Servono credito, strumenti per l’internazionalizzazione, supporto agli investimenti, attenzione all’innovazione. Una banca di sistema, radicata in Italia ma competitiva in Europa, può accompagnare meglio le imprese che vogliono crescere e affrontare mercati sempre più esigenti”.

Lo stabilimento milanese di ACE

Lei vede Intesa Sanpaolo come un possibile campione nazionale?
“Sì, e credo che l’Italia debba avere campioni nazionali forti nei settori strategici. Non significa chiudersi, ma presentarsi sui mercati con maggiore autorevolezza. Se Intesa cresce e diventa ancora più centrale nel panorama europeo, può rappresentare un presidio importante per il risparmio, per l’industria e per la stabilità complessiva del Paese”.

C’è anche un tema di difesa da possibili interventi stranieri?
“Il mercato decide, naturalmente. Ma è evidente che avere operatori italiani solidi riduce l’incertezza e rende il sistema meno vulnerabile. In questi mesi si è parlato molto di risiko bancario: per le imprese è fondamentale che da questa fase emerga una prospettiva chiara, non una condizione di instabilità permanente”.

Che cosa chiede oggi un’impresa come A.C.E. al sistema finanziario?
“Chiediamo interlocutori capaci di capire l’industria. Il nostro lavoro richiede investimenti continui in tecnologia, qualità, personale e sviluppo. Esportare nel mondo significa rispettare standard elevati e tempi rigorosi. Una banca forte può aiutare le aziende a programmare, investire e competere senza perdere velocità”.

Quindi il giudizio è positivo?
“Positivo, se l’obiettivo è costruire un sistema bancario italiano più solido, più europeo e più vicino all’economia reale. L’industria ha bisogno di stabilità e visione. Una grande banca nazionale può essere un alleato decisivo”.

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L’articolo Il Ceo di ACE, Scarpa : “favorevoli alla crescita. Un’Intesa Sanpaolo più forte può sostenere ulteriormente l’industria italiana proviene da Associated Medias.