di Ennio Bassi

Messina Ceo di Intesa Sanapolo


Massimo Bernardini, Ceo di Frabemar, guarda con favore al rafforzamento di Intesa Sanpaolo nel quadro delle operazioni che coinvolgono Mps, Mediobanca e Generali. “Per chi lavora sui mercati internazionali, la solidità bancaria è un fattore competitivo”

di Ennio Bassi


Per Massimo Bernardini, Ceo di Frabemar, azienda con oltre 25 anni di esperienza nella logistica, nei trasporti e nelle risorse tecnologiche, la partita bancaria aperta intorno a Monte dei Paschi, Mediobanca e Generali va letta oltre la cronaca finanziaria. Frabemar opera soprattutto nel trasporto marittimo verso l’Africa occidentale e rappresenta numerosi Consigli dei Caricatori africani: un osservatorio privilegiato sui flussi commerciali e sulle esigenze delle imprese italiane all’estero.

Bernardini, perché guarda con attenzione a questa operazione?
“Perché chi lavora nella logistica internazionale sa bene quanto conti avere alle spalle un sistema finanziario solido. Le imprese italiane competono ogni giorno con gruppi stranieri sostenuti da banche forti, presenti e capaci di accompagnare investimenti complessi. In questo senso, la crescita di Intesa Sanpaolo come banca di sistema e campione italiano rappresenta un passaggio positivo, Anche per arrivare ad operare direttamente sui paesi in via di sviluppo senza l’ausilio di banche intermediarie estere”.

Lei è quindi favorevole a un rafforzamento di Intesa?
“Sì. Credo che l’Italia abbia bisogno di operatori nazionali in grado di stare ai vertici europei, non solo per dimensione ma per visione strategica. Una banca più forte significa maggiore capacità di sostenere imprese, export, infrastrutture e internazionalizzazione. Non è una questione di bandiera, ma di competitività del Paese”.

C’è chi teme nuove concentrazioni nel sistema bancario.
“Il mercato farà le sue valutazioni, come è giusto che sia. Ma non si può ignorare che negli ultimi mesi il cosiddetto risiko bancario abbia creato incertezza. Anticipare possibili mosse di operatori esteri e consolidare un asse italiano può contribuire alla stabilità. Per un Paese manifatturiero e commerciale come il nostro, la stabilità del credito è essenziale”.

Che impatto può avere sul mondo delle imprese?
“Un gruppo bancario più robusto può offrire strumenti più adeguati a chi investe fuori dai confini nazionali. Penso alle aziende che esportano, ai porti, ai trasporti, ai corridoi marittimi, ai mercati africani dove la presenza italiana può crescere molto. Servono interlocutori finanziari capaci di comprendere tempi, rischi e opportunità di questi scenari”.

Il tema è anche europeo?
“Assolutamente. Se l’Italia vuole contare in Europa deve avere anche grandi player finanziari. Intesa può svolgere questo ruolo: una banca italiana, radicata nel territorio, ma con ambizione internazionale. È un rafforzamento che può tutelare il risparmio, sostenere le imprese e dare maggiore peso al sistema Paese”.

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L’articolo Bernardini, Ceo Frabemar: “Serve una banca di sistema più forte. Intesa può essere il campione italiano in Europa” proviene da Associated Medias.