di Redazione

Le autorità hanno attivato un’allerta tsunami per diverse aree del Pacifico occidentale, mentre continuano le operazioni di soccorso e la valutazione dei danni

Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha scosso il sud delle Filippine, provocando vittime, feriti e gravi danni alle infrastrutture. Il sisma è stato registrato al largo dell’isola di Mindanao, a una profondità di circa 35 chilometri, secondo i dati diffusi dallo United States Geological Survey (USGS).

In seguito alla scossa principale, il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC) ha emesso un’allerta tsunami, avvertendo della possibile formazione di onde anomale lungo le coste delle Filippine, dell’Indonesia, di Taiwan e del Giappone nelle ore successive all’evento.

Il bilancio provvisorio parla di almeno 15 persone decedute e oltre 100 feriti. Le autorità della regione di Soccksargen hanno confermato 12 vittime e 129 feriti, mentre altre tre persone hanno perso la vita nella provincia di Davao Occidental.

La zona interessata è stata successivamente colpita da numerose scosse di assestamento. La più intensa ha raggiunto una magnitudo di 6.5, aumentando le difficoltà per i soccorritori impegnati nella ricerca di eventuali dispersi e nell’assistenza alla popolazione.

Le immagini diffuse sui social network mostrano edifici gravemente danneggiati, tra cui un centro commerciale a General Santos City ridotto in macerie. Le forze dell’ordine riferiscono inoltre del crollo di diversi edifici e abitazioni. Le autorità locali stanno ancora effettuando verifiche per determinare l’entità complessiva dei danni e il numero definitivo delle persone coinvolte.

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