di Ennio Bassi

Al centro del confronto politico il futuro rapporto con l’Unione Europea, i legami con la Russia e le conseguenze della perdita del Nagorno Karabakh

L’Armenia ha rinnovato oggi i 101 seggi della propria Assemblea nazionale in una consultazione considerata decisiva per il futuro orientamento geopolitico del Paese. Dopo la chiusura dei seggi, avvenuta alle 20 locali, i primi exit poll indicano in vantaggio Contratto Civile, la formazione guidata dal premier Nikol Pashinyan, al governo dal 2018.

Le proiezioni disponibili mostrano tuttavia scenari differenti. Alcune rilevazioni attribuiscono al partito di governo oltre il 56% dei consensi, mentre altre indicano un risultato molto più equilibrato, con Contratto Civile intorno al 33% e il principale sfidante, Armenia Forte, vicino al 29%. In attesa dei dati ufficiali, l’esito finale resta quindi ancora da definire.

L’affluenza si è attestata attorno al 59%, in aumento rispetto alle precedenti elezioni del 2021. Un dato che conferma l’importanza attribuita dagli elettori a una tornata elettorale segnata da questioni strategiche per il Paese.

Tra i temi dominanti della campagna figurano le relazioni con Mosca, il percorso di avvicinamento all’Unione Europea e le conseguenze della sconfitta militare che ha portato alla perdita del Nagorno Karabakh. Pashinyan ha ribadito la volontà di proseguire le riforme orientate verso una maggiore integrazione europea, pur evitando una rottura con la Russia, storico alleato dell’Armenia.

Il risultato assume particolare rilievo anche sul piano istituzionale. Una larga maggioranza parlamentare consentirebbe infatti al governo di portare avanti modifiche costituzionali considerate fondamentali per consolidare il processo di pace con l’Azerbaigian, avviato negli ultimi anni attraverso una serie di negoziati internazionali.

Sul fronte dell’opposizione, il principale riferimento resta Armenia Forte, formazione favorevole al mantenimento di stretti rapporti con Mosca. Tra i suoi esponenti di spicco figura l’imprenditore russo-armeno Samvel Karapetyan, sostenuto dall’ex presidente Robert Kocharyan e simbolo di una linea politica più vicina al Cremlino.

La giornata elettorale si è svolta senza particolari incidenti, sebbene non siano mancate polemiche e accuse reciproche. Alcuni esponenti dell’opposizione hanno denunciato arresti e pressioni nei confronti dei propri sostenitori, mentre osservatori locali hanno segnalato un aumento degli ingressi nel Paese di cittadini armeni residenti in Russia, rientrati per esercitare il diritto di voto.

Con lo scrutinio ancora in corso, l’attenzione resta concentrata sui risultati ufficiali, che definiranno gli equilibri politici dell’Armenia per i prossimi anni e il suo posizionamento tra Europa e Russia.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Armenia al voto, exit poll favorevoli a Pashinyan: il partito del premier in testa proviene da Associated Medias.