di Redazione

 Il piano europeo prevede la creazione di una coalizione internazionale con una missione difensiva: sminamento delle acque, messa in sicurezza delle rotte e scorta militare alle navi commerciali.

meloni libano
LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è oggi a Parigi per partecipare al vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz, convocato dal presidente francese Emmanuel Macron insieme al premier britannico Keir Starmer. Un incontro che riunisce circa 40 Paesi e che si inserisce in uno dei momenti più delicati degli equilibri geopolitici ed energetici globali. Al centro del confronto, la crisi dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per circa il 20% del commercio mondiale di petrolio, paralizzato da settimane dalle tensioni con l’Iran e aggravato dal blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Una situazione che ha già prodotto effetti concreti: aumento dei prezzi dei carburanti, difficoltà nel settore aereo europeo e rischi per le catene di approvvigionamento, inclusi fertilizzanti e beni alimentari.

Il tentativo europeo di una linea autonoma

Il vertice di Parigi rappresenta il tentativo dell’Europa di costruire una risposta comune e autonoma alla crisi. Il piano allo studio prevede la creazione di una coalizione internazionale con una missione difensiva: sminamento delle acque, messa in sicurezza delle rotte e scorta militare alle navi commerciali.
Secondo quanto delineato da Emmanuel Macron, l’iniziativa escluderebbe le parti direttamente coinvolte nel conflitto — Stati Uniti, Iran e Israele — e non sarebbe sotto comando americano. Una scelta che riflette la volontà francese di rendere la missione più accettabile per Teheran, ma che incontra le perplessità del Regno Unito, preoccupato per possibili ripercussioni nei rapporti con Washington.
Il progetto si articolerebbe in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e pattugliamento dell’area con unità militari.

Il ruolo della Germania

Al summit partecipa anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha espresso disponibilità a contribuire alla sicurezza dello Stretto. Berlino potrebbe inviare navi per operazioni di sminamento, ma solo a precise condizioni: mandato delle Nazioni Unite, decisione del governo e approvazione del Bundestag. “Siamo ancora lontani da questo obiettivo”, ha chiarito lo stesso Merz, segnalando le cautele tedesche.

Lo scontro con Washington

Il tentativo europeo si scontra apertamente con la linea degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha bocciato il piano definendolo “molto triste” e ha invece rivendicato l’efficacia del blocco navale americano, giudicato “straordinario” e “fortissimo”.
Secondo Washington, la strategia sta isolando l’Iran sul piano commerciale. Gli Stati Uniti hanno inoltre annunciato l’intenzione di intensificare i controlli marittimi, colpendo anche le cosiddette “flotte ombra” accusate di trasportare petrolio iraniano aggirando le sanzioni.

Il banco di prova

Il vertice di Parigi si presenta dunque come un banco di prova decisivo per la capacità dell’Europa di agire come attore geopolitico autonomo. Tra divergenze interne e pressioni americane, l’obiettivo resta quello di garantire la sicurezza di una delle rotte energetiche più importanti del mondo, evitando al contempo un’ulteriore escalation del conflitto.
Per l’Italia, la presenza di Giorgia Meloni assume un rilievo particolare: Roma è chiamata a contribuire alla definizione di una strategia europea che tenga insieme sicurezza energetica, stabilità internazionale e rapporti con gli alleati atlantici.

 

 

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Meloni a Parigi per il vertice sullo Stretto di Hormuz proviene da Associated Medias.