di Emilia Morelli

Al Vinitaly 2026 il ministro Mazzi rilancia l’enoturismo: «Vale 3 miliardi e può crescere anche in crisi». Focus su modello Napa Valley e turismo europeo

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È il Vinitaly a diventare il fulcro del dibattito sul futuro del turismo italiano. Durante la 58ª edizione della manifestazione, il ministro Gianmarco Mazzi ha lanciato un messaggio chiaro: «L’enoturismo vale 3 miliardi di euro e può crescere anche in caso di crisi» .

Un’indicazione che arriva in un contesto internazionale complesso, ma che individua nel turismo del vino una leva strategica per l’economia nazionale.

Vinitaly sempre più hub tra turismo, cultura e impresa

La fiera di Verona non è solo una vetrina per il vino, ma un vero laboratorio di politiche economiche e turistiche. Proprio al Vinitaly si rafforza la sinergia tra istituzioni e imprese, con l’obiettivo di trasformare il settore vitivinicolo in un driver di sviluppo territoriale.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato come il turismo legato al vino rappresenti un valore aggiunto capace di integrare cultura, paesaggio e produzione .

Mazzi: «Occasione da sfruttare anche in tempi di crisi»

Nel suo intervento, Mazzi ha ribadito che l’enoturismo può diventare una risposta concreta alle difficoltà economiche. «Portare i turisti nelle cantine significa attivare una vendita diretta molto pregiata», ha spiegato, evidenziando i vantaggi economici e sociali del modello .

Secondo il ministro, in uno scenario di crisi internazionale si rafforzerà soprattutto il turismo europeo e domestico, con l’Italia vista come destinazione privilegiata.

Il modello Napa Valley e la sfida del marketing territoriale

Uno dei temi centrali emersi al Vinitaly è il confronto con modelli internazionali. Mazzi ha citato esplicitamente la Napa Valley come esempio di successo, invitando gli operatori a trasferire in Italia quel tipo di approccio esperienziale.

L’idea è trasformare le cantine in destinazioni turistiche complete, capaci di offrire esperienze integrate tra vino, ospitalità e territorio, aumentando l’attrattività internazionale.

Enoturismo contro overtourism e crisi globale

Tra gli elementi più interessanti emersi dalla fiera c’è anche il ruolo dell’enoturismo nel contrastare l’overtourism. Portare i visitatori fuori dai grandi centri urbani significa redistribuire i flussi e valorizzare aree meno congestionate .

In questo senso, il turismo del vino si configura come un modello sostenibile, capace di coniugare crescita economica e equilibrio territoriale.

«Io resto ottimista»: la visione dal Vinitaly

Dal Vinitaly arriva anche un messaggio di fiducia. Mazzi ha dichiarato: «Io resto ottimista», auspicando una rapida soluzione delle tensioni internazionali .

La fiera veronese si conferma così non solo evento di settore, ma punto di osservazione privilegiato sulle strategie future del turismo italiano, con l’enoturismo sempre più al centro.

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