di Corinna Pindaro
Tajani condanna i raid israeliani in Libano: «Inaccettabili». Israele convoca l’ambasciatore italiano, cresce la tensione diplomatica
Nuova tensione tra Italia e Israele dopo le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che durante una visita a Beirut ha definito

«inaccettabili» gli attacchi contro la popolazione civile in Libano.
La presa di posizione ha provocato una reazione immediata del governo guidato da Benjamin Netanyahu, che ha convocato l’ambasciatore italiano a Tel Aviv per esprimere protesta ufficiale.
L’Italia spinge per il dialogo: «Pronti a ospitare negoziati»
Nel suo intervento, Tajani ha ribadito la linea italiana: favorire una soluzione diplomatica e un cessate il fuoco duraturo. Accanto al presidente libanese Joseph Aoun, il ministro ha espresso solidarietà al Paese e ha dichiarato la disponibilità dell’Italia a ospitare eventuali negoziati di pace.
«Incoraggiamo il dialogo», ha sottolineato, indicando la necessità di un confronto diretto tra le parti per fermare l’escalation.
Raid israeliani e offensiva nel sud del Libano
Nonostante la tregua con l’Iran, la situazione sul terreno resta critica. Le Forze di Difesa Israeliane continuano le operazioni nel sud del Libano, con l’obiettivo dichiarato di colpire i miliziani di Hezbollah.
Secondo fonti militari israeliane, l’offensiva si concentra in aree strategiche vicino al confine, dove si registrano scontri e bombardamenti continui.
Sicurezza e ruolo italiano nella missione Unifil
Durante la visita, Tajani ha affrontato anche il tema della sicurezza del contingente italiano impegnato nella missione Unifil.
Il ministro ha ribadito il sostegno alle forze armate italiane, sottolineando il loro ruolo nella stabilizzazione dell’area e nella formazione dell’esercito libanese. «Siamo fieri di voi», ha dichiarato collegandosi con i militari.
Diplomazia sotto pressione tra Roma e Tel Aviv
La convocazione dell’ambasciatore italiano rappresenta un segnale di forte irritazione da parte di Israele. L’episodio si inserisce in un quadro diplomatico già teso, dopo le recenti frizioni legate alla sicurezza dei peacekeeper italiani.
L’Italia continua a sostenere il rafforzamento delle istituzioni libanesi e il disarmo delle milizie, mentre invita tutte le parti a ridurre la violenza e a riaprire il dialogo.
Verso i negoziati: equilibrio fragile
Alla vigilia dei colloqui tra Israele e Libano previsti negli Stati Uniti, la situazione resta estremamente fragile.
Tra pressioni internazionali, operazioni militari e tensioni diplomatiche, il rischio è che l’assenza di un cessate il fuoco concreto renda ancora più difficile avviare un percorso di pace stabile nella regione.
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