di Aisha Harrison
A favorire il riavvicinamento sarebbe stata la mediazione del Qatar. Secondo indiscrezioni, i colloqui tra l’inviato di Doha Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbero prodotto un testo condiviso, accettabile anche per Washington
Donald Trump ha annunciato di aver sospeso i nuovi attacchi militari contro l’Iran dopo quello che definisce un accordo ormai vicino alla firma. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che le trattative hanno raggiunto «i massimi livelli della leadership iraniana» e che l’intesa sarebbe stata approvata sia nei principi sia nei dettagli.In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha spiegato di aver annullato i bombardamenti previsti per la notte, mentre dallo Studio Ovale ha indicato che la firma potrebbe arrivare già nel fine settimana, probabilmente in Europa, alla vigilia del G7 di Evian. A siglare l’accordo per Washington potrebbe essere il vicepresidente JD Vance.Secondo il presidente americano, l’intesa coinvolgerebbe non solo Stati Uniti e Iran, ma anche Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania ed Egitto. Tra gli effetti immediati vi sarebbe anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, strategico per il traffico energetico mondiale, pur restando per ora in vigore il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani.
Da Teheran, tuttavia, le conferme restano prudenti. Le agenzie iraniane Tasnim e Fars, vicine ai Pasdaran, hanno inizialmente negato che fosse stato approvato un testo definitivo con Washington, accusando Trump di diffondere informazioni non confermate. Successivamente, gli stessi media hanno lasciato intendere che i vertici della Repubblica islamica potrebbero dare il via libera a un documento che, secondo la loro versione, riprenderebbe una proposta avanzata dall’Iran.A favorire il riavvicinamento sarebbe stata la mediazione del Qatar. Secondo indiscrezioni, i colloqui tra l’inviato di Doha Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbero prodotto un testo condiviso, accettabile anche per Washington. Resterebbe però necessaria l’approvazione finale della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei.
I nodi principali della trattativa riguardano lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero, la gestione della riapertura di Hormuz durante un cessate il fuoco di 60 giorni e le modalità dei futuri negoziati sul programma nucleare iraniano.L’annuncio di Trump arriva dopo giornate di forte tensione nel Golfo Persico. Gli Stati Uniti avevano minacciato nuove operazioni militari e persino il controllo dell’isola petrolifera di Kharg, mentre l’Iran aveva reagito prospettando la chiusura dello Stretto di Hormuz. Nelle ultime ore, tuttavia, l’escalation sembra aver lasciato spazio alla diplomazia.
I mercati hanno accolto positivamente la prospettiva di un accordo: Wall Street ha chiuso in rialzo, mentre il prezzo del petrolio è sceso sensibilmente, segnale della fiducia degli investitori in una possibile de-escalation del conflitto scoppiato il 28 febbraio scorso.Resta ora da verificare se alle dichiarazioni del presidente americano seguiranno conferme ufficiali da parte di Teheran e, soprattutto, la firma di un’intesa che potrebbe segnare la fine di oltre tre mesi di guerra e riportare stabilità in una delle aree più delicate del mondo.
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