di Emilia Morelli

Dall’Ucraina al Medio Oriente, passando per difesa europea, competitività e migranti. Giorgia Meloni è intervenuta al Senato in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, delineando le priorità italiane sui principali dossier internazionali

L’Europa deve rafforzare il proprio peso politico e strategico in una fase segnata da guerre, meloni uecrisi energetiche e sfide economiche globali. È questo il messaggio che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha portato in Senato durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, appuntamento destinato a concentrarsi su Ucraina, sicurezza, competitività e gestione dei flussi migratori.

Ucraina, sostegno a Kiev ma l’Europa vuole contare di più

Nel suo intervento la premier ha confermato il sostegno italiano all’Ucraina, ribadendo che la pressione politica ed economica sulla Russia resta necessaria finché non si aprirà una reale prospettiva negoziale. L’Italia sosterrà il nuovo pacchetto di sanzioni europee contro Mosca, ma al tempo stesso chiede che l’Unione europea assuma un ruolo più centrale nel futuro dialogo diplomatico.

Secondo Meloni, il processo negoziale non può essere delegato esclusivamente ad altri attori internazionali. L’Europa deve contribuire direttamente alla costruzione delle condizioni per una pace stabile e duratura, mantenendo saldo il coordinamento con gli Stati Uniti ma senza rinunciare a una propria iniziativa politica.

Difesa europea e sicurezza, il nodo delle nuove minacce

Uno dei temi principali del vertice sarà il rafforzamento della sicurezza europea. Il governo italiano sostiene la necessità di investire maggiormente nella difesa comune, in un contesto segnato dall’instabilità ai confini orientali dell’Europa e dalle tensioni in Medio Oriente.

L’obiettivo indicato dalla premier è quello di costruire una nuova architettura di sicurezza capace di garantire stabilità nel lungo periodo, mantenendo però saldo il legame euro-atlantico e il ruolo della NATO.

Migranti, Roma punta sul rafforzamento dei confini esterni

Tra i dossier più delicati resta quello migratorio. L’Italia continua a chiedere un rafforzamento della protezione delle frontiere esterne dell’Unione europea, una maggiore cooperazione con i Paesi di origine e transito e un sistema più efficace di rimpatri.

La linea del governo resta quella di una gestione europea del fenomeno, con particolare attenzione al Mediterraneo e al Piano Mattei, considerato da Palazzo Chigi uno strumento strategico per costruire nuovi rapporti economici e politici con i Paesi africani.

Competitività, energia e industria europea

Accanto alle questioni geopolitiche, il Consiglio europeo affronterà anche il tema della competitività dell’economia europea. L’Italia chiede interventi per sostenere le imprese, ridurre i costi energetici e accelerare gli investimenti in innovazione e tecnologie strategiche.

Il governo punta inoltre a evitare nuove rigidità regolatorie che potrebbero penalizzare il sistema produttivo europeo in una fase di forte competizione con Stati Uniti e Cina.

Il confronto politico interno

Le comunicazioni di Meloni sono state accompagnate anche da un acceso confronto parlamentare. Nel corso del dibattito la premier ha risposto alle critiche provenienti da Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, rivendicando la coerenza dell’azione di governo e difendendo la linea della maggioranza sui principali dossier europei e internazionali.

Con il Consiglio europeo alle porte, il governo si presenta dunque con una posizione che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nei processi decisionali dell’Unione, mantenendo al centro sicurezza, sostegno all’Ucraina, controllo dei flussi migratori e rilancio della competitività economica europea.

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