di Ennio Bassi
L’operazione, che valuta la banca senese oltre 30 miliardi di euro, ridisegna gli equilibri del settore bancario italiano. In Borsa Mps vola, mentre il progetto coinvolge anche Unipol e Bper nella creazione di un nuovo polo bancario
Nuova svolta nel consolidamento del sistema bancario italiano. Intesa Sanpaolo ha ufficializzato il lancio di un’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria su Monte dei Paschi di Siena, dando il via a una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel panorama finanziario nazionale.
L’offerta riguarda l’intero capitale dell’istituto senese e prevede, per ogni azione Mps, l’assegnazione di 1,6 azioni Intesa Sanpaolo più una componente in contanti pari a un euro. La proposta attribuisce a Mps una valutazione di circa 10,09 euro per azione, con un premio del 12,5% rispetto alla quotazione di riferimento registrata il 5 giugno. In caso di adesione totale, il valore complessivo dell’operazione raggiungerebbe circa 30,6 miliardi di euro.
Secondo Intesa Sanpaolo, l’integrazione consentirebbe di creare un gruppo ancora più competitivo a livello europeo, rafforzando segmenti strategici come il wealth management, il corporate banking, il credito al consumo e i servizi assicurativi. L’istituto guidato da Carlo Messina stima che il nuovo gruppo possa distribuire agli azionisti circa 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, rispetto ai 50 miliardi previsti dal piano industriale attuale.
L’operazione coinvolge anche Unipol, che ha raggiunto un’intesa per acquisire 635 filiali di Mps una volta conclusa l’Opas. Gli sportelli verrebbero successivamente integrati in Bper, dando vita a una nuova realtà bancaria che manterrebbe il marchio Monte dei Paschi di Siena. Per sostenere il progetto è previsto un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro da parte di Unipol.
L’annuncio ha avuto effetti immediati sui mercati finanziari. Le azioni Mps hanno registrato un forte rialzo nelle prime contrattazioni, arrivando a guadagnare circa il 10%. Positivi anche i titoli Mediobanca, Generali e Bper, mentre Intesa Sanpaolo ha mostrato un lieve arretramento, fisiologico in operazioni di questa portata. In calo anche Banco Bpm, che negli ultimi mesi era stato indicato tra i principali protagonisti di possibili aggregazioni con la banca senese.
Contestualmente, il consiglio di amministrazione di Intesa ha approvato l’acquisto di una quota del 3,01% di Generali, accompagnata da strumenti di copertura finanziaria collegati alla partecipazione, mossa che rafforza ulteriormente il ruolo del gruppo nel settore assicurativo.
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