di Carlo Longo
Il Politecnico di Milano sale all’87° posto mondiale, diventando il primo ateneo italiano a entrare nella top 90 globale
Il sistema universitario italiano guadagna terreno nel panorama internazionale e si distingue come l’unico tra i grandi Paesi dell’Unione europea a registrare più atenei in crescita che in calo. È quanto emerge dall’ultimo QS World University Rankings, secondo cui 26 delle 47 università italiane analizzate migliorano la propria posizione, mentre 15 arretrano.Un risultato in controtendenza rispetto a Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi, dove prevalgono invece gli atenei in discesa. Secondo QS, il progresso italiano è “ampio e diffuso” e assume particolare rilievo in un contesto segnato dal calo demografico, dalla competizione globale per i talenti e da investimenti nell’istruzione superiore inferiori a quelli di molti Paesi concorrenti.
Alla base della crescita vi sono soprattutto la qualità della ricerca e la reputazione accademica. Restano però criticità strutturali legate al rapporto tra docenti e studenti, all’internazionalizzazione, agli sbocchi occupazionali, alla capacità di attrarre talenti e alla visibilità internazionale, con un divario ancora marcato tra Nord-Centro e Sud del Paese.“La prossima sfida per l’Italia sarà colmare la distanza tra il valore che il suo sistema universitario genera e il riconoscimento che riceve a livello internazionale”, ha commentato il presidente di QS, Nunzio Quacquarelli.
Tra i risultati più significativi spicca il record del Politecnico di Milano, che sale all’87° posto mondiale, diventando il primo ateneo italiano a entrare nella top 90 globale. Migliorano anche Sapienza Università di Roma, Università di Bologna, Università di Padova e Politecnico di Torino, tutte al miglior piazzamento della loro storia nel ranking.
Tra le realtà emergenti si segnala l’exploit della Università Politecnica delle Marche, mentre a Bari si registra un andamento divergente, con l’Università in crescita e il Politecnico in flessione.A livello globale, il primato resta saldamente nelle mani del Massachusetts Institute of Technology, primo al mondo per il quindicesimo anno consecutivo. Se gli Stati Uniti continuano a dominare le posizioni di vertice, è la Cina a mostrare la crescita più marcata, con il 72% delle università in miglioramento e il maggior numero di nuovi ingressi nella classifica mondiale.
Ecco la classifica 2026 delle top 20
| 1 | Massachusetts Institute of Technology (MIT) | US | |
| 2 | Imperial College London | GB | |
| 2 | Stanford University | US | 1 |
| 4 | University of Oxford | GB | |
| 5 | Harvard University | US | |
| 6 | University of Cambridge | GB | |
| 7 | California Institute of Technology (Caltech) | US | 3 |
| 8 | ETH Zurich | CH | -1 |
| 8 | UCL | GB | 1 |
| 10 | National University of Singapore (NUS) | SG | -2 |
| 11 | The University of Hong Kong | HK | |
| 12 | Nanyang Technological University | SG | |
| 13 | Peking University | CN | 1 |
| 14 | Tsinghua University | CN | 3 |
| 15 | University of Pennsylvania | US | |
| 16 | Cornell University | US | |
| 16 | Yale University | US | 5 |
| 18 | The Chinese University of Hong Kong | HK | 14 |
| 19 | The University of New South Wales | AU | 1 |
| 20 | Johns Hopkins University | US | 4 |
| 20 | University of California, Berkeley (UCB) |
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L’articolo L’ultimo QS World University Rankings, l’Italia cresce. Tra le realtà emergenti l’università politecnica delle Marche proviene da Associated Medias.

