di Redazione

Ciarrocchi:LETS rischia di trasformarsi da strumento di decarbonizzazione a macchina di distruzione del valore industriale europeo

di Andrea Valdes 

Augusto Ciarrocchi, Presidente di Confindustria Ceramica

Energia, sistema ETS, concorrenza internazionale e futuro della manifattura europea. Sono questi i temi che hanno dominato il confronto tra imprese, istituzioni e rappresentanti dellindustria ceramica europea nel corso dellAssemblea della CET Ceramic European Tile Federation e dellAssemblea annuale di Confindustria Ceramica, due appuntamenti che hanno consegnato alle istituzioni europee un messaggio chiaro: la transizione ecologica può essere sostenibile solo se accompagnata da una politica industriale capace di preservare competitività, occupazione e capacità produttiva.

Il presidente di Confindustria Ceramica, Augusto Ciarrocchi, ha posto al centro del dibattito la revisione del sistema ETS e dei benchmark che regolano il meccanismo europeo delle emissioni.

Se chiediamo a un cittadino di Sassuolo che cosa sono i benchmark ETS, probabilmente non saprà rispondere anche se da questo dipendono migliaia di posti di lavoro in questo territorio. Il benchmark è il valore di riferimento che determina i costi per il sistema delle imprese. Si basa su un meccanismo che, se non modificato, rischia di compromettere in modo irreversibile lesistenza dellindustria ceramica italiana.

Secondo Ciarrocchi, la necessità di una revisione del sistema e delle posizioni da rappresentare alla Commissione europea è stata condivisa con la Regione Emilia-Romagna, diversi Comuni del Distretto, le organizzazioni sindacali di categoria e Acimac, in quello che il presidente ha definitoun segnale di sistema straordinario.

Lattenzione è ora rivolta al prossimo mese di luglio, quando la Commissione europea presenterà la revisione complessiva della direttiva ETS. Un passaggio che, secondo il settore, potrebbe incidere in maniera decisiva sul futuro della manifattura europea.

Insieme a Confindustria ed ad altre associazioni imprenditoriali soggette allETS abbiamo commissionato allUniversità Bicocca di Milano uno studio che mostra, almeno per il settore manifatturiero, come lETS rischi di essere diventato non uno strumento di decarbonizzazione, ma una macchina di distruzione del valore industriale europeo. Produzione che si sposta altrove, emissioni che rimangono uguali nel mondo ma escono dalla nostra contabilità e comunità industriali che pagano il prezzo più alto.

Lo stesso tema è stato al centro dellAssemblea annuale della Federazione Europea dei Produttori di Piastrelle di Ceramica (CET), che si è svolta a Milano Marittima e ha riunito i principali rappresentanti dell’industria continentale.

Organizzato in collaborazione con Confindustria Ceramica e SACMI, il confronto europeo ha affrontato le principali sfide che attendono il settore nei prossimi anni. A margine dellassemblea, il seminario tecnico European Ceramics and the Challenges of Global Competition ha concentrato l’attenzione sulle conseguenze della transizione energetica e sulla crescente pressione competitiva internazionale.

La presenza istituzionale ha confermato il valore strategico del comparto. Sono intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale e il vicepresidente con delega allo Sviluppo Economico Vincenzo Colla.

De Pascale ha ribadito il ruolo della ceramica quale pilastro produttivo e occupazionale del territorio, sottolineando il sostegno della Regione a unindustria ad alto valore aggiunto e fortemente orientata allinnovazione tecnologica. Colla ha invece evidenziato la necessità di accompagnare le imprese nella doppia transizione digitale e green, promuovendo un dialogo costante con Bruxelles affinché le politiche europee siano coerenti con le esigenze del sistema manifatturiero.

Sul fronte internazionale, Confindustria Ceramica richiama inoltre lattenzione sulla crescente pressione competitiva proveniente da Paesi extra-Ue.

Il commercio internazionale sia delle piastrelle che della ceramica sanitaria registra importazioni da Paesi extra UE che ricevono aiuti di Stato e praticano dumping economico, ambientale e sociale. Mi riferisco ad India e Cina, ma non solo. Nel mercato europeo, gli oltre 50 milioni di metri quadrati di piastrelle di ceramica prodotte dallIndia superano il 50% del totale di tutte le importazioni europee.

Tra i segnali positivi viene indicato linnalzamento dei dazi sulle stoviglie dal 13% al 79%, considerato un intervento capace di riequilibrare una situazione di forte distorsione competitiva.

Accanto ai temi energetici e commerciali, il settore richiama lattenzione sul capitolo infrastrutturale. Nel 2025 dal porto di Ravenna sono transitate 3,9 milioni di tonnellate di materie prime destinate allindustria ceramica, delle quali soltanto l8% trasportato via ferrovia. Confindustria Ceramica presenterà alla Regione Emilia-Romagna un progetto per arrivare già dal prossimo anno a un milione di tonnellate movimentate su treno.

Lassociazione continua inoltre a sostenere la realizzazione di infrastrutture considerate strategiche per il distretto: la Bretella Campogalliano-Sassuolo, la Cispadana, il raddoppio della Pedemontana a Sassuolo, il terzo ponte sul Secchia e il collegamento ferroviario tra gli scali di Dinazzano e Marzaglia.

Sul piano economico, i dati 2025 confermano il peso della filiera. Confindustria Ceramica rappresenta complessivamente 242 imprese con 25.550 addetti diretti e un fatturato vicino ai 7,5 miliardi di euro. Linternazionalizzazione produttiva in Europa e Nord America da parte di aziende controllate da gruppi italiani supera i 900 milioni di euro di fatturato.

Il comparto delle piastrelle e delle lastre di ceramica conta 117 aziende che nel 2025 hanno prodotto 390,9 milioni di metri quadrati (+5,7%) con 17.676 addetti diretti. Le vendite complessive hanno raggiunto 386,9 milioni di metri quadrati (+2,3%), di cui 85,2 milioni sul mercato italiano (+0,6%) e 301,7 milioni allestero (+2,8%). Il fatturato supera i 6 miliardi di euro (-0,4%), con esportazioni pari a circa 5 miliardi di euro e una quota export dell82%.

Gli investimenti si attestano a 321 milioni di euro, in calo del 16%, pari al 5,3% del fatturato.

Nel settore della ceramica sanitaria operano 31 imprese, di cui 28 nel distretto di Civita Castellana, con circa 2.700 addetti, una produzione di 3,1 milioni di pezzi e un fatturato di 415 milioni di euro, dei quali circa 165 milioni derivanti dalle esportazioni.

Lindustria dei materiali refrattari comprende 29 aziende, 1.540 addetti e una produzione di 270.200 tonnellate. Il fatturato si attesta a 326 milioni di euro (-6%), con oltre 152 milioni realizzati sul mercato nazionale e 173 milioni allestero.

Il settore dei laterizi è composto da 57 imprese e 3.000 addetti. Nel 2025 ha registrato un fatturato di 650 milioni di euro e una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate.

Le otto aziende industriali delle stoviglie in ceramica occupano circa 680 dipendenti e registrano volumi di produzione e vendita pari a 9.600 tonnellate. Il fatturato 2025 è pari a 60 milioni di euro (+4%), con il 62% realizzato in Italia.

Nel corso dellAssemblea di Sassuolo sono state inoltre rinnovate le cariche associative per il prossimo biennio. Augusto Ciarrocchi è stato confermato presidente di Confindustria Ceramica insieme ai vicepresidenti Vittorio Borelli, Luigi Di Carlantonio, GiorgioRomani, Alberto Selmi e Graziano Verdi.

Lassemblea ha infine confermato il ruolo di Cersaie quale principale piattaforma internazionale del settore. Ledizione 2026, in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre, sarà preceduta dal ciclo di incontri Road to Cersaie dedicato ai professionisti dellarchitettura e dellinterior design. Sul fronte della sostenibilità, la manifestazione ha ottenuto la certificazione ISO 20121 per gli eventi sostenibili da Bureau Veritas. Nel 2025 il consumo totale di energia si è ridotto del 3%, i rifiuti prodotti sono diminuiti del 12% e le iniziative di trasporto collettivo hanno evitato lemissione di circa 76,5 tonnellate di CO2.

Dalle assemblee di Milano Marittima e Sassuolo emerge dunque una posizione condivisa: lindustria ceramica europea sostiene gli obiettivi della decarbonizzazione, ma chiede che la revisione delle politiche energetiche europee non si traduca in una perdita di competitività, investimenti e occupazione. Il confronto che si aprirà nei prossimi mesi con la Commissione europea sulla revisione dellETS viene considerato dal settore una delle partite industriali più importanti per il futuro della manifattura continentale.

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