di Redazione

La fotografa statunitense conquista il premio più prestigioso del fotogiornalismo con un’immagine che documenta la separazione di una famiglia ecuadoriana da parte dell’ICE a New York

È un’immagine che colpisce per la sua crudezza e per il silenzio carico di dolore che sembra attraversarla: “Separati dall’ICE” di Carol Guzy è la fotografia dell’anno secondo il World Press Photo 2026. Lo scatto cattura il momento in cui una famiglia ecuadoriana viene divisa dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, subito dopo un’udienza per l’immigrazione.

Al centro della scena c’è Luis, fermato dalle autorità federali il 26 agosto 2025. Secondo quanto riferito dai familiari, l’uomo non ha precedenti penali ed era l’unico sostegno economico per la moglie Cocha e i loro tre figli. La separazione improvvisa ha lasciato la famiglia in una condizione di forte vulnerabilità, sia economica sia emotiva. L’immagine, realizzata in uno dei pochi edifici federali accessibili ai fotografi, fa parte di un progetto più ampio dedicato agli arresti dell’ICE nei tribunali di New York.

Nel commentare il riconoscimento, Guzy ha sottolineato come il premio appartenga soprattutto alle persone ritratte: famiglie che, pur nella sofferenza, mostrano dignità e resilienza. Il suo lavoro si inserisce in un contesto più ampio di denunce riguardanti le politiche migratorie statunitensi e le loro conseguenze umane.

La giuria ha definito la fotografia una testimonianza necessaria, capace di mostrare l’impatto concreto di decisioni politiche sulle vite individuali. In particolare, è stato evidenziato il valore del fotogiornalismo come strumento di documentazione in contesti dove la giustizia e la vulnerabilità si intrecciano.

Accanto all’opera vincitrice, il concorso ha premiato anche due finalisti. Il primo è “Emergenza umanitaria a Gaza” del fotografo palestinese Saber Nuraldin, che ritrae civili intenti a salire su un camion di aiuti nella Striscia di Gaza. L’immagine restituisce la gravità della crisi alimentare che ha colpito la popolazione durante il conflitto, mostrando la disperazione di chi cerca cibo in condizioni estreme.

L’altro scatto finalista è “I processi delle donne Achi” di Victor J. Blue. La fotografia immortala Doña Paulina Ixpatá Alvarado insieme ad altre donne indigene davanti a un tribunale in Guatemala, nel giorno della condanna di alcuni responsabili di violenze risalenti agli anni Ottanta. Il ritratto mette in luce la forza e la determinazione di queste donne, protagoniste di una lunga battaglia giudiziaria culminata dopo oltre quattro decenni.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo World Press Photo 2026, trionfa Carol Guzy con lo scatto sulla separazione di una famiglia migrante proviene da Associated Medias.