di Emilia Morelli
Deficit al 3,1% e debito al 137,1% del Pil: l’Italia resta nella procedura Ue. Meloni accusa il Superbonus, Renzi attacca il governo

Il deficit italiano si attesta al 3,1% del Pil nel 2025, in calo rispetto al 3,4% dell’anno precedente ma ancora sopra la soglia europea del 3%. A certificare il dato sono sia Istat sia Eurostat.
Un risultato che, pur segnando un miglioramento, non basta per uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo. La valutazione definitiva da parte della Commissione europea è attesa a inizio giugno, nell’ambito del Semestre europeo.
Debito in aumento: sale al 137,1% del Pil
Se il deficit scende, il debito pubblico continua invece a crescere. Secondo l’Istat, nel 2025 ha raggiunto il 137,1% del Pil, in aumento rispetto al 134,7% del 2024.
Un dato che conferma la fragilità strutturale dei conti italiani, aggravata anche dal contesto internazionale segnato dalla crisi energetica e dall’instabilità geopolitica.
Margini ridotti per il governo
La conferma del deficit al 3,1% pesa direttamente sulle scelte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Il dato rappresenta infatti la base per il nuovo Documento di finanza pubblica, che dovrà essere inviato a Bruxelles entro fine mese.
Restare nella procedura europea significa avere meno margini di spesa, soprattutto in vista della prossima legge di bilancio. Inoltre, potrebbe complicare l’accesso a strumenti europei come il programma SAFE per la difesa.
Lo scontro politico: Superbonus nel mirino
Meloni ha attribuito la responsabilità del mancato rientro sotto il 3% al Superbonus, misura introdotta durante il governo Governo Conte II.
Secondo la premier, il peso della misura continua a gravare sui conti pubblici, limitando le risorse disponibili per sanità, scuola e sostegno ai redditi più bassi.
Bruxelles frena sul Patto di stabilità
Di fronte alla crisi energetica, il governo italiano ha chiesto una sospensione del Patto di stabilità, sul modello di quanto avvenuto durante la pandemia. Ma da Bruxelles arrivano segnali negativi: al momento non ci sarebbero le condizioni per allentare le regole fiscali.
Le critiche dell’opposizione
Duro l’attacco del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che accusa il governo di aver fallito l’obiettivo sul deficit e di gestire male i conti pubblici.
Il tema del debito e della pressione fiscale torna così al centro dello scontro politico, mentre l’Italia resta stretta tra vincoli europei e una congiuntura economica sempre più complessa.
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