di Redazione
Nessun ferito, ma aumentano i rischi sul terreno proprio mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani si trova nel Paese per una visita istituzionale
La situazione nel sud del Libano si fa sempre più delicata e torna a coinvolgere il contingente italiano della missione Unifil, fortunatamente senza conseguenze per il personale. Una serie di episodi ravvicinati segnala un netto deterioramento delle condizioni di sicurezza lungo la Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele.
Gli ultimi fatti riguardano due distinti contatti tra mezzi italiani e veicoli corazzati israeliani nei pressi di Bayada, nel sud-ovest del Paese. Secondo le ricostruzioni, un carro armato Merkava delle Forze di difesa israeliane avrebbe ostacolato il passaggio di un convoglio Unifil composto da un Lince e da un autocarro logistico. In una delle circostanze si sono registrati danni a un mezzo italiano, ritenuti comunque di lieve entità.
Dalla missione Onu si sottolinea che gli episodi sarebbero avvenuti durante manovre operative e che non vi sono conferme su presunti speronamenti intenzionali. Le dinamiche restano tuttavia oggetto di approfondimento.
Il quadro si inserisce in una sequenza di eventi preoccupanti: nei giorni scorsi sono state danneggiate o distrutte le telecamere di sorveglianza del quartier generale Unifil a Naqoura e di altre postazioni lungo il confine. Inoltre, l’8 aprile, colpi di avvertimento sparati dalle forze israeliane hanno colpito veicoli della missione chiaramente identificabili; in un caso, un proiettile è caduto a circa un metro da un peacekeeper.
L’episodio degli spari è stato definito “inaccettabile” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiarimenti. Tajani si trova proprio in queste ore in Libano, dove è impegnato in una serie di incontri istituzionali in un contesto particolarmente sensibile.
Unifil ha espresso forte preoccupazione, ricordando che tali comportamenti violano la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che impone la tutela dei peacekeeper e la garanzia della loro libertà di movimento. La missione ha ribadito che continuerà a operare sul terreno e a riferire in modo imparziale le violazioni osservate.
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L’articolo Escalation nel sud del Libano: coinvolti i militari italiani Unifil, Tajani in visita a Beirut proviene da Associated Medias.

